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Al di là del tentativo di descrivere quest'arte nella sua interezza il Flamenco è la manifestazione di ciò che prova in un certo momento "colui che vive nel Flamenco" e che assurge a espressione artistica.
Vivere in Flamenco vuol dire cercare di esprimere ciò che si prova nel presente, cercare di vivere intensamente l'ora, il momento, il "beatus ille", per trarne energia vitale.
Nel campo della musica, del canto e della danza, l'artista dispone di una collaudatissima struttura generale fondata sul ritmo organizzato in diverse forme base chiamate COMPÁS, una serie di codici di riferimento chiamati LLAMADAS, REMATE, ESCOBILLA, ecc. e secondo la forma d'espressione scelta, alcune figurazioni tipiche che fungono da segnali di riferimento.
All'interno di queste linee generali l'artista è libero di esprimersi a suo estro, sostenuto dagli eventuali uditori che, a loro volta, diventano parte attiva con espressioni di incitamento, ammirazione e quant'altro possa portare a quel grado d'espressività e stato emozionale catartico che gli inglesi chiamano "Feeling", gli arabi "Tarab" e i gitani "Duende". In Italia ogni regione possiede un proprio modo per denominare la maniera giusta d'espressione, in base al proprio dialetto. Colui che vive nel Flamenco è guidato dal Duende e ne gode i benefici in termini di momenti estatici e forti coinvolgimenti emotivi e, altrettanto, ne subisce le conseguenze, in termini di distrazione e pochissimo attaccamento alle cose materiali quotidiane.
Il Flamenco è una delle forme artistiche popolari per descrivere la gioia e la fatica di vivere ed è per tale ragione che non lascia mai indifferente lo spettatore: può entusiasmare, turbare, irritare, ma dona comunque una forte sensazione emotiva. Thelonious Monk rispondendo ad una domanda su che cosa fosse il Blues disse "è un graffio nell'anima!". Ecco: il Flamenco è anche questo! È L'espressione de "L'alma Gitana" che ancora oggi ci parla d'amore per la libertà e la vita.

 

 

IL FLAMENCO

Il Flamenco è un piccolo universo composto di parti fisse, di particolari passaggi melodico-armonico-ritmici e di una significativa varietà di stili che prendono il loro nome dall'artista o dalla zona che li genera.
Il canto (Cante) il ballo (Baile) e la Chitarra (Toque) possono esprimersi secondo modelli ritmici particolari detti Compàs assumendo cosí la denominazione di Cante, Baile e Toque a Compàs oppure, se cosí non è, l'aggettivo "Libre" (libero)

Palmas y jaleo

Nel Flamenco il battito delle mani è chiamato Palmas ed è elemento costituente del brano perché essendo concertante arricchisce e sottolinea l'esecuzione, ed interagendo con il chitarrista contribuisce a generare situazioni agogiche sempre nuove e stimolanti.
Il palmear non è così semplice come si può pensare, ma richiede una particolare tecnica per cui il suono sia continuo ed il timbro omogeneo, la capacità di andare in contrattempo (repique) anche in velocità e la padronanza assoluta dei compas. Il palmero è considerato a tutti gli effetti un musicista, egli deve anche saper incitare il chitarrista, dargli fiducia, commentare verbalmente i passaggi virtuosi e quant'altro possa portare l'esecuzione ad uno stato ottimale affinché possa manifestarsi il "DUENDE" che trascende così l'esecuzione. Gli incitamenti verbali e gestuali vengono chiamati Jaleos (Chiasso). Quando una persona del pubblico conosce il palo che si sta suonando, può partecipare con palmas e jaleos diventando così egli stesso parte dello spettacolo in atto.

Il Cajon

Fino a pochi anni fa nel Flamenco non esistevano le percussioni, ma da Paco de Lucia in avanti sono diventate familiari così pure come il sax ed il basso. Strumento tipico delle formazioni Flamenco è diventato il cajon ossia la scatola di lavoro dei lucida scarpe arricchita a volte di una rudimentale cordiera metallica situata nella parte interna al lato, percosso.

 

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